martedì 2 novembre 2010

Un cubo di cemento dietro la Casina delle Civette

Ecco il progetto del Museo della Shoah: un cubo di cemento dietro la Casina
delle Civette, ad altissimo impatto ambientale ed architettonico.
Sicuri che non sia meglio ripensarci?

Museo della Shoah, ci risiamo...

IL PROGETTO

Museo della Shoah, ecco il progetto
Alemanno: "Pronto entro il 2013"

La struttura all'interno di Villa Torlonia si estenderà su 5mila metri quadrati e comprenderà anche archivio, biblioteca, sala conferenze, oltre a bookshop e caffetteria. Il sindaco: "Si colma un vuoto"


Una scatola nera di otto piani, di cui quattro interrati, recante i nomi delle vittime dell'Olocausto in Italia. E' pronto il progetto preliminare del museo della Shoah, realizzato dagli architetti Luca Zevi e Giorgio Tamburini a spese della Lamaro appalti e consegnato gratuitamente al Comune di Roma questa mattina alla presenza, tra gli altri, del sindaco Gianni Alemanno, del presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, dell'assessore regionale alla Cultura, Fabiana Santini e del presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici.

Via Torlonia, com'era nel 2008

         
Suggerito dal sito
Cartellopoli , il metodo Street View consiste nel visitare ad altezza d'uomo la città con il sistema Stree View, incorporato dentro la piattaforma Google Maps, e isolare fotogrammi da confrontare con la situazione attuale. La multinazionale californiana è transitata con la sua Google Car nella nostra città nella primavera del 2008, giusto durante la campagna elettorale delle comunali.
Nelle ultime foto si vede come si presentava Via Torlonia nel 2008. E' possibile quindi fare un confronto con la situazione attuale (in basso). Se ne ricava che se i cartelloni non sono aumentati di numero, alcuni, però, quelli sul lato Via Nomentana, sono cresciuti in altezza.
Il comune, come al solito, è latitante...

Nel 2008...
Nel 2010, i cartelli sono cresciuti in altezza...
Altri buchi nel marciapiede...


domenica 14 dicembre 2008

A Ferrara? Sì, grazie

Dal Corriere della Sera del 14/12/2008:


Il progetto Pronta una struttura da 13 mila metri quadrati

Shoah, anche in Italia un grande museo

I promotori: c'è l'ok del governo, si farà a Ferrara. Ricostruiremo le storie dei nostri 8 mila deportati

L’Italia avrà il suo primo grande Museo dell’ebraismo e della Shoah, e sarà un museo aperto, «un antighetto»: un quartiere di Ferrara dove i cittadini potranno entrare liberamente; un volo di ventidue secoli, dall’arrivo degli ebrei a Roma alla rinascita della comunità dopo la tragedia della persecuzione. Ne parla al Corriere per la prima volta il presidente, Riccardo Calimani, lo studioso dell’ebraismo alla testa della Fondazione che ha nel consiglio Renzo Gattegna, il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche.

venerdì 5 dicembre 2008

Alessandro Torlonia e via Nomentana nell'Ottocento

È stato presentato alla fondazione Marco Besso il libro di Roberto Quintavalle, “Alessandro Torlonia e via Nomentana nell'Ottocento”, per i tipi di Edilazio.

Quintavalle, membro del Gruppo dei Romanisti, ed ormai riconosciuto uno dei maggiori e più documentati studiosi della storia di questo settore della Campagna Romana, ha concentrato in questo libro oltre un ventennio di ricerche di archivio, ripercorrendo le vicende proprietarie del territorio immediatamente al di fuori di Porta Pia.

Ne è venuto fuori l’affresco di una via Nomentana ben diversa dallo stradone trafficato che è oggi. Un tranquillo viottolo di campagna, fiancheggiato da ville patrizie, in parte adibite a orto, in parte disegnate a giardino, spesso aperte al pubblico.

Nel XIX secolo i banchieri Torlonia, parvenus francesi, scalano rapidamente l’aristocrazia romana, fiera delle sue tradizioni, ma a corto di soldi freschi. Nella loro villa suburbana danno grandi feste e lavoro a molti artisti, costruendo edifici riccamente ornati. L’impresa viene coronata dal trasporto di due obelischi di granito delle Alpi appositamente scolpiti.

Si tratta, a ben vedere, di un progetto di retroguardia. La Roma papalina sta morendo, e i Torlonia – che avrebbero potuto essere i Rotschild italiani - non riescono a fare il salto nell’alta finanza mondiale. La loro alleanza con la nobiltà terriera li porterà invece a essere coinvolti nella speculazione edilizia che sfigura, nei cento anni successivi a Porta Pia, la Campagna Romana. La magnifica collezione di arte antica in Trastevere viene sloggiata per fare posto a miniappartamenti, e per poco anche Villa Torlonia non viene lottizzata. L’antica magnificenza è lontana.

Oggi Villa Torlonia è minacciata dall’assurdo progetto di costruire il Museo della Shoah proprio in un terreno dietro la Casina delle Civette che per quarant’anni i Comitati di quartiere erano riusciti a salvare dalla speculazione edilizia. Cemento a fin di bene, ma pur sempre cemento, foriero di altro traffico.
L’assedio a Villa Torlonia non è ancora finito.