sabato 12 novembre 2022

Incrocio pericoloso via Torlonia e via de’Rossi

In diretta dall'incrocio tra via de' Rossi e via Torlonia, al Nomentano, l'ennesimo incidente, stavolta non mortale. Pessima organizzazione della confluenza tra le due strade (ci dovrebbe essere uno stop a Via Torlonia provenendo da piazza Bologna, visto che l'incrocio è in cima ad una collina, ed è praticamente invisibile), carenza di segnaletica, sosta selvaggia anche in curva a rendere invisibili le auto in arrivo, strisce pedonali sparite, fondo stradale pietoso. Stavolta non ci è scappato il morto, è andata bene.

giovedì 3 dicembre 2020

Villa Torlonia, approvato restyling zona sud

2 dicembre 2020

 

E’ stato approvato dalla Giunta Capitolina il progetto esecutivo sulla riqualificazione ambientale di Villa Torlonia, storica area verde di oltre 13 ettari del quartiere Nomentano, nel II Municipio. 

Il progetto, all’interno del primo “parco culturale” di Roma, prevede una serie di interventi di riqualificazione ambientale: bonifica della vegetazione e rimozione delle piante infestanti, potature, ripristino del manto erboso nell’area oggetto dei lavori, abbattimenti e messa a dimora di nuove piante, installazione di nove panchine. Una parte significativa dello stanziamento di 324mila euro (268mila il costo dei lavori, più le spese fisse), così come richiesto dai cittadini, è stata destinata alla realizzazione di due grandi spazi ludici (complessivamente circa 1.000 mq), dotati di giochi inclusivi, nella zona sud della Villa, destinata fin dal principio a usi agricoli.

 

La prima area giochi, denominata il “Villaggio dei piccoli”, sarà destinata ai bimbi dai 6 mesi ai 6 anni, con attrezzature installate direttamente sul manto erboso in grado di stimolare le abilità cognitive, creative e sociali dei piccoli utenti. La seconda area, chiamata “Spazio Bambini”, sarà dotata di strutture complesse per favorire l’interazione sociale e lo sviluppo delle abilità fisiche di bambini e ragazzi in età scolare. A collegare questi due spazi verrà realizzata una collinetta artificiale, funzionale anche per consolidare il terreno, che diventerà un ulteriore elemento di gioco per i bambini con due scivoli a caduta. Parallelamente verrà rimossa la piccola area giochi esistente, posizionata in una zona decentrata e non idonea, nelle vicinanze del bambuseto.

 

Investire nella riqualificazione dei parchi, delle ville storiche e delle nostre aree verdi significa investire nel benessere dei cittadini di Roma. Sono spazi fondamentali sui quali stiamo convogliando cifre importanti. Per questo progetto, in particolar modo, abbiamo deciso di ascoltare i residenti e costruire due nuove aree ludiche all’interno della villa. Un’idea che ci è subito piaciuta, come amministratori e come genitori”, ha spiegato la sindaca Virginia Raggi.

 

Si tratta di uno dei numerosi progetti partecipativi che Roma Capitale ha finanziato con uno stanziamento di 20 milioni di euro. Abbiamo pianificato un intervento complesso che ruota intorno alla realizzazione di due grandi aree ludiche e interessa anche la parte vegetazionale di Villa Torlonia. Un restyling innovativo, atteso da anni, che vuole diventare un esempio di perfetta integrazione tra elementi ludici e componenti ambientali e storiche” – ha sottolineato l’assessore alle Politiche del verde, Laura Fiorini.

 

RED

 

https://www.comune.roma.it/web/it/notizia.page?contentId=NWS686864

domenica 5 luglio 2020

Roma, addio ninfeo. C'era una volta Villa Paganini

Roma, addio ninfeo. C'era una volta Villa Paganini

Del laghetto, il ninfeo e il torrente, un tempo gioielli, non c'è più traccia. L'area è quasi completamente prosciugata, fatta eccezione per una pozza d'acqua, diventata luogo di ristoro per zanzare, cornacchie e piccioni

L'area del laghetto di Villa Paganini 
Una bimba si sporge dalla recinzione che circonda il laghetto e poi tira indietro la testa, delusa: "Ma qui non c'è acqua". "Te l'avevo detto, sono anni che manca, ora vieni a lavarti le mani, c'è di tutto lì dentro", le risponde la mamma. Darle torto è difficile: del laghetto, il ninfeo e il torrente, un tempo gioielli di villa Paganini, non c'è più traccia. L'area è quasi completamente prosciugata, fatta eccezione per una pozza d'acqua, diventata luogo di ristoro per zanzare, cornacchie e piccioni. Nonché piccola discarica in cui galleggiano bottiglie di birra vuote, cassette di poliestere, vaschette e bicchieri di plastica e, persino, resti di chissà quali apparecchi elettronici. Uno scenario intollerabile per gli storici e appassionati frequentatori del giardino di fronte a Villa Torlonia.

Da anni ormai i residenti sentono la mancanza di quel laghetto suggestivo in cui si riflettevano i nomi illustri di Massimo D'Antona, Giorgio Ambrosoli, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, a cui sono intitolati i viali interni. Ora, alcune targhe sono state imbrattate con bombolette spray e nel lago l'unico a specchiarsi è il degrado. "Chi, come me, è cresciuto in questa villa e la conosce bene, ormai viene qui solo per affetto — spiega Egidio, 60 anni, che ogni giorno passeggia nell'area verde insieme ai suoi due cagnolini — . Sono anni che versa in queste condizioni".

Attraverso i suoi occhi si possono rivedere i giardini com'erano un tempo: "Lo specchio d'acqua del lago e la fontana di pietra poco lontano dove si trovavano anche i pesciolini rossi". Ora da quella fontana non esce acqua e al suo interno si trovano solo foglie secche e pezzi di vetro. "E dire che quando ero bambino e venivo qui, mi sembrava di trovarmi nei giardini all'inglese del film Disney Lilli e il vagabondo" rivela Paolo Peroso, altro assiduo frequentatore del parco che si affaccia sulla Nomentana. "Almeno adesso l'erba è tagliata, ci si può sedere sulle panchine e i cestini sono vuoti. Un passo in avanti".

Ma guardando le scritte vandaliche sul ponticello che attraversa il lago, e la grotta ninfeo artificiale, che qualcuno ha trasformato in pattumiera, lasciandoci anche una ciotola per cani, è difficile rallegrarsi. Eppure l'area era stata restaurata nel 2004, sotto la giunta Veltroni, a 70 anni dalla prima apertura al pubblico, nel 1934.

A risollevare gli animi degli sconfortati amanti di villa Paganini però c'è l'area cani. Che ora appare pulita, senza erbacce e con i cestini svuotati. Il merito è dei residenti che, stanchi di fare slalom tra le feci e coprirsi il naso per il cattivo odore, hanno deciso di pulire l'area. "I volontari dell'associazione Amici di Porta Pia, di cui sono il presidente, insieme ai proprietari degli animali, si sono dati appuntamento per restituire decoro alla zona", racconta Peroso. La speranza, ora, è che rimanga pulita e che possa dare un po' di sollievo a tutti gli affezionati frequentatori della villa che, passando di fronte a quel che resta del laghetto, tirano sempre un sospiro. Un po' nostalgico, un po' rabbioso.

mercoledì 3 luglio 2019

Roma, Villa Torlonia, la responsabile dei musei: "Fateci gestire anche il parco"

Il monumento a rischio degrado. La Sovrintendente comunale, Maria Vittoria Marini Clarelli: "Lavoro comune per battere le disfunzioni"

di ARIANNA DI CORI

03 luglio 2019
Roma, Villa Torlonia, la responsabile dei musei: "Fateci gestire anche il parco"
"Meglio un luogo gestito bene, in ottime condizioni, piuttosto che una media delle ville dominata dalle disfunzioni". Nell'estate della più grande emergenza rifiuti di Roma, la Sovrintendenza capitolina si candida a gestire integralmente Villa Torlonia.

A lanciare il progetto è la Sovrintendente Maria Vittoria Marini Clarelli durante il suo intervento nell'ambito della due giorni su arte, architettura e spazio pubblico organizzata dal dipartimento Pianificazione, design, tecnologia dell'architettura della Sapienza, guidato da Laura Ricci.

La Sovrintendenza, che gestisce Casino Nobile e Casina delle civette, punta ad "adottare" tutto il parco, passando dalla cura del verde all'illuminazione, fino ai rifiuti. "Villa Torlonia può diventare un'incubatrice - continua Marini Clarelli - e il suo esempio potrà essere esteso ad altre ville".

Rimane l'incognita su come la Sovrintendenza gestirà de facto tutta la villa, considerati i noti problemi del Servizio Giardini, non in grado di garantire sempre lo sfalciamento dei prati divenuti giungle arroventate. Al di là dell'annuncio di Marini Clarelli non trapelano dettagli. L'idea nasce dall'esigenza di ricreare luoghi dignitosi tra il centro alla periferia. "Viviamo in una città con un clima che permette di stare all'aperto, e questo è fondamentale in un momento in cui i luoghi d'incontro sono sempre più rari", continua la Sovrintendente. Il progetto sarà portato avanti anche grazie alla collaborazione dei comitati di quartiere, e tutte le realtà di cittadini che operano sul territorio: una sorta di chiamata all'adozione di Villa Torlonia.

"Le ville sono luoghi in cui romani condividono i ricordi a prescindere da dove abitano - conclude Marini Clarelli - la storia sentimentale di ciascuno di noi è legato alle ville. Un patrimonio i cui costi di gestione al momento non sono compatibili con le disponibilità della città. L'unico modo è fare un lavoro comune".

martedì 18 giugno 2019

Roman hideaway: a peek behind the secret doors of Villa Albani Torlonia

One of the greatest collections of ancient sculpture is now open to visitors Villa Albani Torlonia 
FT Clive Cookson MAY 17, 2019 


As they wander through the Villa Borghese gardens, visitors to Rome may be curious about Villa Albani Torlonia, a couple of hundred metres east of the city's landmark museum and gallery. They will not find much information in guidebooks, because the Albani villa and its gardens have never been open to the public. Yet art historians revere it as one of the richest and most interesting sites in the entire city. "Even people living in Rome generally have little idea that this marvel is hidden in the centre of the city," says Professor Salvatore Settis of the University of Pisa, doyen of Italian classical archaeology. "Yet it is Rome's only example of an 18th-century villa still in a more or less pristine state; it has one of the world's great collections of ancient sculpture — and it is important as the birthplace of neoclassical taste." Cardinal Alessandro Albani (1692-1779), the most voracious collector of classical art in history, built the villa to display his third collection, having sold the first in 1728 to the Elector of Saxony in Dresden and the second to Pope Clement XII, who made it the basis of Rome's Capitoline Museums in 1738. The Albani family maintained the villa and contents until 1866, when they were bought by the Torlonia banking dynasty — financiers to the Vatican — who still own them today.